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Disturbi sessuali femminili: quando il sesso non è un piacere per lei

Scritto da Dott.ssa Nadia Andreotti il 10 Dicembre 2018
disturbi sessuali femminili

I disturbi sessuali femminili possono compromettere la sfera personale, intima e di coppia. La sessualità viene vissuta dalla donna con importanti emozioni negative: si avvertono ansia, disgusto, sensi di colpa, vergogna, tristezza, rabbia, frustrazione. Queste sensazioni si esprimono anche a livello corporeo, tanto da impedire o ostacolare il rapporto sessuale. I disturbi sessuali femminili sono collegati anche con l’equilibrio della coppia, esprimono i problemi nella relazione e viceversa. La stabilità della coppia può essere compromessa e si può avvertire tensione, conflitto, distanza emotiva, frustrazione, delusione. Può essere difficile affrontare il discorso con il partner perché ci si sente in imbarazzo, in difetto e ci si vergogna. In questo modo la coppia tende ad allontanarsi sempre di più e si mettono delle barriere sia rispetto all’intimità sia nella comunicazione.

I disturbi sessuali femminili possono avere causa organica, psicologica o mista. E’ sempre meglio svolgere i controlli adeguati da una ginecologa per comprendere la specifica natura. E’ possibile avvertire difficoltà a livello sessuale anche quando è presente un altro disturbo psicologico, come la depressione o l’ansia, oppure ci sono malattie fisiche in corso, recenti interventi chirurgici o possono essere conseguenti all’assunzione di determinati farmaci o sostanze. In seguito ad una corretta diagnosi, si può iniziare una psicoterapia per accettarli e, laddove possibile individuare una causa psicologica, risolverli.

I disturbi sessuali femminili possono essere primari, cioè presenti da tempo nella vita della persona, oppure  secondari se acquisiti dopo una spiacevole esperienza, magari traumatica. Si distingue tra disturbi sessuali femminili situazionali, ossia presenti solo in particolari situazioni o condizioni sessuali, e generali, presenti ogni volta che si tenta o si ha un rapporto sessuale.

Disturbi sessuali femminili secondo le fasi del ciclo della risposta sessuale

I disturbi sessuali femminili riguardano una delle fasi del ciclo della risposta sessuale:

Desiderio -> eccitazione -> plateau -> orgasmo -> risoluzione

Ogni fase è legata alla successiva e genera un effetto di potenziamento o di inibizione della risposta sessuale. Il piacere sessuale tipicamente accompagna, mantiene, amplifica e colora eroticamente ogni fase del ciclo della risposta sessuale.
In ogni fase del ciclo della risposta sessuale si possono evidenziare ostacoli che interferiscono o interrompono la naturalezza del processo. In questo articolo analizzeremo i diversi disturbi sessuali femminili connessi con le fasi della risposta sessuale.

Fase del desiderio

Il desiderio sessuale può iniziare con motivi fisici o mentali, associato ad una serie di fantasie e pensieri. Il desiderio sessuale genera normalmente piacere e l’interazione tra desiderio sessuale (fisico e mentale) e piacere fa iniziare il ciclo della risposta sessuale.

I disturbi del sessuali femminili che riguardano questa fase sono il desiderio sessuale ipoattivo e il disturbo da avversione sessuale. Il primo è caratterizzato da scarse o assenti fantasie sessuali e calo dell’interesse per l’attività sessuale.
Il disturbo da avversione sessuale parte da una fobia rispetto al sesso, per cui si prova panico e repulsione in conseguenza di pensieri, sensazioni, sentimenti o situazioni di natura sessuale o erotica.

Fase di eccitazione

Il desiderio sessuale genera l’eccitazione. Questa fase è caratterizzata dal sorgere di sensazioni erotiche con conseguente lubrificazione vaginale, miotonia e vasocongestione (irrorazione sanguigna) della pelle sia in corrispondenza dei genitali che in generale. Inoltre, l’eccitazione si associa all’inturgidimento dei seni e all’erezione dei capezzoli.

I disturbi sessuali femminili dell’eccitazione si presentano con una carenza di lubrificazione vaginale e vaso congestione genitale, pur avendo l’eccitazione mentale. E’ possibile che ci sia, al contrario, la diminuzione delle sensazioni mentali di eccitazione in presenza di lubrificazione vaginale e altri segni di eccitazione fisica.

Fase di plateau

E’ uno stato di eccitamento più avanzato, che si verifica immediatamente prima dell’orgasmo. I mutamenti fisiologici sono dovuti alla vaso congestione sia a livello genitale che extragenitale.

Orgasmo

L’orgasmo è la più intensa e piacevole delle sensazioni sessuali. Consiste in contrazioni ritmiche riflesse che coinvolgono i muscoli del clitoride, intorno alla vagina e del perineo (la zona tra la vagina e l’ano). Diversamente dagli uomini, le donne non sono refrattarie all’orgasmo.

Si è in presenza di un disturbo sessuale femminile dell’orgasmo quando è assente il soddisfacimento mentale e fisico ultimo dell’attività sessuale. L’intenso piacere fisico e mentale richiede tempi eccessivamente lunghi oppure non si raggiunge. L’anorgasmia si manifesta nonostante sia presente un’adeguata eccitazione.

Fase di risoluzione

Durante la risoluzione, fase finale del ciclo sessuale, si verifica la cessazione delle reazioni fisiologiche locali specificamente sessuali e tutto il corpo ritorna al suo stato base di rilassamento.

Disturbi sessuali femminili da dolore

Esistono anche disturbi sessuali femminili che si verificano sia durante il coito sia oltre questo, ossia i disturbi da dolore sessuale: vaginismo (contrazione involontaria dei muscoli del perineo e della vagina, impedendo ogni tipo di penetrazione, le visite ginecologiche e l’uso degli assorbenti interni) e la dispareunia (dolore, più o meno intenso, nel momento della penetrazione). Il dolore è più di un semplice sintomo fisico: è influenzato dalle emozioni, dalle condizioni ambientali, sociali e da fattori psicologici. Può anche essere una forma di somatizzazione quando la persona tende a comunicare il proprio mondo emotivo a livello fisico.

Il dolore è la più potente causa di blocco dell’eccitazione. La donna può sentirsi eccitata ma, se all’inizio della penetrazione, prova dolore, il ciclo della risposta sessuale può bloccarsi. L’eccitazione svanisce, la lubrificazione diminuisce e si genera tensione muscolare. L’atto sessuale è pertanto percepito come doloroso. Il dolore sessuale e l’ansia anticipatoria innescano un circolo vizioso che, con il tempo, frena anche il desiderio. Il dolore provato dalla donna può avere effetti paralizzanti anche sul partner che può presentare disturbi di eiaculazione precoce, problemi di erezione e calo del desiderio.

Altre difficoltà sessuali

Le donne possono non arrivare a soffrire di un disturbo sessuale femminile, ma avere difficoltà sessuali che compromettono una piena serenità ed espressività della sfera intima e affettiva.

Le difficoltà sessuali più frequenti sono:

  • senso di inadeguatezza rispetto alla femminilità e all’aspetto fisico,
  • repressione o scarsa consapevolezza dei propri desideri,
  • difficoltà a concedersi di provare piacere generalmente, quindi non solo a livello sessuale,
  • presenza di sensi di colpa inopportuni,
  • difficoltà di abbandono e nel prendere l’iniziativa.

E’ importante non dimenticare nemmeno la sfera di coppia, infatti i problemi relazionali si riflettono sulla vita sessuale di uno o di entrambi i membri. Inoltre, anche le difficoltà sessuali del partner incidono sulla donna e sull’armonia della coppia.

Cause psicologiche dei disturbi sessuali femminili

Sicuramente, serve analizzare dettagliatamente ogni situazione e la specificità di ogni disturbo. In generale, le cause psicologiche dei disturbi sessuali femminili riguardano:

  • Bassa autostima. Le donne che sentono di non valere faticano ad accettarsi e a sentirsi libere nella sfera intima.
  • Rapporto difficile con il proprio corpo. La scarsa conoscenza del proprio apparato genitale, la mancata accettazione delle proprie forme e le condotte alimentari problematiche possono compromettere la spontaneità ed il piacere sessuale.
  • Difficoltà a lasciare andare il controllo della situazione. Chi tende a gestire, programmare e pensare razionalmente ogni aspetto della propria vita, può avere difficoltà nella sfera intima poiché non riesce ad allentare il controllo e legittimarsi l’emotività e spontaneità necessarie.
  • Educazione religiosa o improntata alla negazione del piacere generale e sessuale. Le donne cresciute in contesti in cui il sesso viene considerato negativamente non riescono a legittimarsi una serena vita sociale.
  • Convinzioni disfunzionali sul sesso, legate a una visione doveristica del proprio e altrui piacere o a ideali frustranti rispetto alla realtà.
  • Tendenza a somatizzare. Le donne che le emozioni esprimono con il corpo, lo fanno anche nella sfera sessuale. Le emozioni relative al rapporto con il proprio corpo, situazione e relazione di coppia sono espresse attraverso blocchi fisici e non vengono mentalizzate e risolte.
  • Chi ha subito dei traumi, soprattutto sessuali, può soffrire di disturbi sessuali femminili finché non li elabora. La mente e il corpo rimangono bloccati in quei momenti traumatici e mettono in atto difese protettive anche se non sono necessarie.
  • Ansia, depressione, stress e fobie comportano difficoltà anche a livello sessuale.
  • Si possono riscontrare disturbi sessuali femminili quando con il partner ci sono difficoltà relazionali, non si avverte sintonia e sicurezza, non si sente di poter manifestare i propri desideri sessuali o si subiscono richieste indesiderate.

Impatto dei disturbi sessuali femminili

Chi soffre di disturbi sessuali femminili si approccia all’intimità con pensieri ed emozioni negativi perché è vissuta come problematica.

Si può provare sofferenza non solo durante l’atto sessuale, ma già nelle ore precedenti. In questi casi, si parla di ansia anticipatoria: si inizia a pensare in termini negativi all’avvicinarsi di quel momento, immaginando come gestirlo o evitarlo.

E’ possibile riscontrare anche l’ansia da prestazione che porta a vivere la sessualità come una prova. L’attenzione è centrata su come sta avvenendo l’atto sessuale e l’esito dell’esperienza è più importante del piacere di viverla. Il fallimento di tale prestazione può portare al rafforzamento di convinzioni svalutative rispetto all’immagine di sé, con conseguenti vissuti di tristezza e rabbia.

Si può verificare l’intolleranza all’incertezza: si tende ad avere un rapporto solamente quando si ha la percezione di poterne controllare l’esito. Tale percezione è fallace e disfunzionale poiché mantiene e rinforza il circuito problematico, generando anche la tendenza all’evitamento. Questo comportamento, pur sembrando funzionale per non vivere quegli scenari catastrofici, in realtà li rinforza e aggiunge un vissuto depressivo e ansioso.

I disturbi sessuali femminili confermano la bassa autostima, il rapporto negativo con il proprio corpo e l’idea di disvalore perché si sente di non essere in grado di avere una vita sessuale serena. Può capitare anche di provare vergogna, senso di colpa e imbarazzo. La frustrazione fomenta questi vissuti e porta a evitare le occasioni sessuali, aumentando ancor di più l’idea negativa di sé.

Le donne che soffrono di disturbi sessuali femminili arrivano a sentirsi in colpa, imbarazzate e in vergogna verso il partner. Sono provate anche dall’idea di non essere alla sua altezza e di deluderlo. Spesso questi vissuti vengono taciuti e le coppie non riescono a parlare tranquillamente della sfera sessuale, aumentando ancora di più la portata dei pensieri negativi.

Come affrontare i disturbi sessuali femminili

Le problematiche sessuali femminili vanno considerate secondo una prospettiva integrata, prendendo in considerazione l’aspetto fisiologico e psicologico. E’ utile svolgere una psicoterapia per comprendere l’origine delle componenti psicologiche, correggendole ed elaborandole anche con l’EMDR.  E’ utile anche dare nuovi significati alla sessualità e lavorare sulle conseguenze che il disturbo sessuale femminile ha a livello personale e di coppia. La paziente potrà anche sviluppare la propria sensibilità e riappropriarsi delle sensazioni erotiche. E’ utile considerare di convocare il partner per ascoltare il suo punto di vista e valutare se lavorare in coppia.

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